E se Moggi avesse usato un cellulare Android?

La sicurezza e la privacy sono un tema sempre attuale e sebbene da un lato ci offrano giornate di letture con colorite intercettazioni telefoniche come negli scandali di Calciopoli, Vallettopoli, indagini su politici, su personaggi dello spettacolo e via dicendo; dall'altro ci preoccupano su quanto in effetti la nostra privacy sia tutelata e integra nel momento in cui usiamo un cellulare. Chi ascolta le nostre telefonate? Chi utilizza i dati che inviamo? I nostri SMS? Le nostre email?
Ci sono stati alcuni approcci per produrre telefoni crittografati anti intercettazione, ma sono sempre risultati o troppo costosi, o non pratici da usare.
Nel mondo Android è invece iniziato un progetto che prende il nome di Guardian, con lo scopo di portare sicurezza in tutte quelle che sono ormai operazioni comuni nell'uso di uno smartphone. Telefonare prima di tutto ovviamente, ma anche sicurezza nel navigare in internet, email criptate, e persino sicurezza nel sincronizzare i dati.
L'elasticità di Android e il fatto appunto di essere opensource ha creato le basi per portare avanti questo progetto con l'idea di avere un firmware modificato nell'ottica della sicurezza ma di lasciare in mano all'utente un cellulare semplice da usare. L'ideatore del progetto Nathan Freitas dice che le cose si stanno muvendo bene per quanto riguarda lo sviluppo, ma che serve un grosso apporto di sviluppatori e tester per continuare i lavori e portarlo a termine.
Alleghiamo anche delle slide che illustrano più nel dettaglio l'idea dietro al progetto:
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